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MOLA DI BARI


MAPPA

 

STORIA

 

Fin dalle sue remote origini, che pare risalgano all’epoca greco-romana, la storia della cittadina è legata al mare, principale fonte di reddito. Il suo porto ebbe una particolare importanza durante il periodo delle Crociate, allorché fu utilizzato per l’imbarco delle truppe in partenza per l’Oriente. Il borgo medioevale sorse nel XII secolo intorno al Castello angioino, ampliato e restaurato nel corso dello stesso periodo. E sempre il porto e la relativa redditizia pescosità del suo mare, in epoche successive, attirarono avide orde di Barbari e Saraceni, che invasero la città e, ripetutamente, la saccheggiarono. Il suo splendore decadde, e la città rapidamente si spopolò. Fino a quando, gli Angioini, intuendo l’importanza strategica del luogo e la ricchezza delle sue risorse agricole e marinare, cinsero di nuove mura la città e ne agevolarono il ripopolamento con qualche centinaio di famiglie e un centinaio di soldati. Nel 1200 vi fu eretta la cattedrale di San Nicola. La città, dopo essere stata occupata dai Veneziani tra il 1445 e il 1508, fu feudo dei Maramaldo, dei Toraldo e dei Carafa; diventò territorio demaniale, alle dirette dipendenze della Camera Reale di Napoli, che apportò un discreto benessere economico. La tenacia e l’intraprendenza dei Molesi si manifestarono, successivamente, agli inizi del Novecento, quando, per la grave crisi che aveva colpito l’Italia e specialmente il Mezzogiorno, iniziò l’emigrazione verso le Americhe. La città ne risentì parecchio. Anche se, con le rimesse degli emigrati, l’economia cittadina si risollevò notevolmente.

ARTE

 

Arrivati a Mola di Bari, ridente cittadina a pochi chilometri dal capoluogo, sarete accolti dall’azzurro del mare Adriatico a cui si intona la moderna pista ciclabile costeggiata da alte palme, punto di ritrovo per cittadini e turisti, dall’antico porto peschereccio, tra i più importanti della Puglia, dal Castello Angioino con la caratteristica struttura a poligono stellato e le possenti mura a scarpata, capaci di difendere la città dalle frequenti incursioni dei pirati e dagli attacchi con armi da fuoco, anticamente circondato da un fossato comunicante con il mare e collegato alle mura della città per mezzo di un ponte. Oggi il castello rappresenta un pregevole contenitore culturale per mostre ed eventi con una bella sala auditorium. Inoltrandosi tra le strade del borgo antico, lastricate di chianche, si scorgono i palazzi antichi signorili tra cui primeggia Palazzo Roberti-Alberotanza, dalla simmetrica facciata in stile tardo-barocco, cadenzata da tre teorie di finestre. Al centro, la loggia nobile sovrasta il maestoso portone di gusto napoletano che dà accesso ad una ampia corte sulla quale si innesta lo scalone esterno che conduce ai piani superiori e al loggiato. Nel borgo antico ma più vicina al mare, sorge la Chiesa Matrice, intitolata a San Nicola di Bari, edificata nel XIII secolo, con il bel rosone e i due portali, dei Leoni (sul fianco sinistro) e dei Nani stilofori (in facciata). Lo spazio interno è scandito, da imponenti colonne in stile corinzio, in tre navate; di pregio sono i delicati bassorilievi sui pilastrini dei matronei, il monolitico fonte battesimale sorretto da un basamento con putti danzanti e la cinquecentesca statua di San Michele in pietra dipinta, opera di Stefano da Putignano. Superando la Piazza …., si incontra il Teatro Comunale "Niccolò van Westerhout" inaugurato nel 1888 per ospitare la prima assoluta del dramma lirico Doña Flor, opera del compositore molese Niccolò van Westerhouth e che negli anni ha visto succedersi sul palco nomi e opere prestigiosissimi, da Eduardo de Filippo a Nino Rota. Si conserva con la lineare facciata neoclassica cui si contrappone il caldo stile eclettico degli interni: superato il piccolo foyer, si accede alla platea dalla quale si possono ammirare il triplice giro di palchi lignei, la volta affrescata e il sipario dipinto con una scena bucolica. Appena fuori dal centro urbano, in Località San Materno, sorge l’Ecomuseo del Poggio delle Antiche Ville, un mini circuito di antiche, nobiliari e splendide ville settecentesche, ottocentesche e del primo Novecento, rimaste miracolosamente intatte. Conserva un ambiente autentico ricostruito con arredi d'epoca (cucina con "focarile") e ospita un Centro Servizi con una mostra permanente di fotografie digitali e una galleria iconografica per conoscere le più interessanti risorse architettoniche, paesaggistiche, vegetazionali del Poggio.

NATURA

 

Suggestive sono le antiche Vie dei Tufi e Traiana (che vanta una lunghezza di 8,4 km) costellate di moli, cale, antiche cave di tufo e cannoni della prima guerra mondiale. Nel tratto molese possiamo ammirare una campagna ricca di orti, mandorleti ed uliveti.

Tra i fenomeni carsici riferibili al territorio di Mola di Bari, si segnala in particolare la Grotta San Giovanni.

Molto pittoresco è il mini circuito delle Antiche Ville, nobiliari residenze del ’700-‘800 molese, ricco di punti panoramici come nella zona di San Maderno, dove tra ville nobiliari, masserie e chiesette rurali, si ammira tutta la litoranea dalla Conca di Bari a Polignano.

 

ARTIGIANATO

 

LA PIETRA

TERRITORIO DI RIFERIMENTO

pietra-1Il territorio della Murgia, termine che significa roccia affiorante, è ricco di pietra scavata dall’acqua, terra strappata alla pietra calcarea. Il territorio del GAL Sud Est Barese è caratterizzato dalla presenza di lame, siti archeologici e grotte. Le lame costituiscono in genere dei micro ambienti molto favorevoli all'antropizzazione, per la presenza di acqua, di terreni particolarmente fertili, di un microclima temperato e perché costituiscono vie di comunicazione naturali. La Lama Giotta, solco erosivo più meridionale tra quelli che partendo dalla Murgia confluiscono verso il centro urbano di Bari, presenta il suo tratto più interessante, e maggiormente inciso, nel territorio del Comune di Noicattaro, dopo aver attraversato l’area dei Comuni di Turi e Rutigliano, territorio a sua volta attraversato dalla lama di Mosca (tratto iniziale di lama Giotta), a nord del centro abitato, e lama dell'Annunziata, a sud del centro urbano, importanti connessioni ecologiche tra le aree interne e la costa. Le due lame costituiscono le uniche aree relitte dell’originario paesaggio naturale dell’area. Fra i siti archeologici: l'antica città di Azetium, unica area, sita nel comune di Rutigliano, in cui è riscontrabile un insediamento ininterrotto dal Bronzo Finale, per tutta l'età antica, fino all'alto Medioevo e l’area di Curtomartino, giacimento archeologico risalente al Paleolitico sito nel territorio di Acquaviva delle Fonti, che costituisce un caso assolutamente unico in questo territorio e nella Murgia in generale.

 

MATERIALI

pietra-2La pietra calcarea caratterizza il territorio del GAL Sud Est Barese e del territorio pugliese in generale. Pietra antica che conserva la sua autenticità e che grazie alla sua storia e alla sua nobile conservazione risulta essere un materiale unico, utile ed affascinante grazie all'emozione che trasmette di ritornare al passato ed immortalare la storia. I banchi calcarei superficiali della pietra, più morbidi, sono utilizzati per l'estrazione di pietra da utilizzare per realizzare sculture e decorazioni.

 

TECNICHE DI LAVORAZIONE

pietra-3Le mani sapienti degli artigiani con uno scalpellino trasformano la pietra in opere d’arte che caratterizzano l’artigianato artistico tipico del territorio del GAL Sud Est Barese.
Negli ultimi anni si è assistito ad un ritorno d’interesse alla lavorazione di questo materiale, sia per l’architettura che per gli oggetti di artigianato. La lavorazione avviene ancora quasi interamente a mano con metodologie tramandate da generazioni, con l'utilizzo di vecchi arnesi di lavorazione quali scalpello, sega, pialla e raspa, lasciando all'abilità dell'esperto artigiano e alla sua creatività, l'elaborazione di oggetti unici nel suo genere, dai portacenere ai tavolini, fino alle sculture.

 

PRODOTTI TIPICI

 

IL CARCIOFO

TERRITORIO DI RIFERIMENTO

carciofoLa qualità di carciofo più apprezzata è quella coltivata nel territorio di Mola di Bari, ideale per il clima temperato e asciutto e per il suolo argilloso, torboso e salmastro. La raccolta avviene da luglio ad ottobre, a seconda delle diverse qualità. È una pianta di coltura molto antica, originaria del Medio Oriente ma si ritiene che la prima piantagione di carciofo in terra di Bari risalga al 1400 e che tale coltura si sia poi ampiamente diffusa per le proprietà organolettiche del capolino. Il fiore del carciofo aveva ispirato ad Orazio il nome di una giovane amante, forse per il suo aspetto polposo e saporito o anche per le sue spine. E ancora qualche piccola curiosità: Pablo Neruda ha dedicato addirittura un poema a questo ortaggio: Ode al carciofo (Oda a la alcachofa). In passato, in California un concorso di bellezza incoronava ‘Miss carciofo’, vinto nel 1946 da Marilyn Monroe.

 

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

Costituito principalmente da acqua e fibre vegetali, utili per stimolare il buon funzionamento dell'intestino, rappresenta una fonte importante di preziosi sali minerali, vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina K, ritenuta utile nella prevenzione dell'osteoporosi. Ha un basso apporto calorico ed un enorme contenuto di ferro, sali minerali e vitamine. La sua azione nell’organismo fortifica il cuore, riduce la fragilità dei capillari e il suo succo dona vitalità e tonicità alla pelle devitalizzata. Noti sono gli effetti positivi delle foglie sul fegato e sulla riduzione del colesterolo.

 

RICETTARIO

carciofi-arraganatiCARCIOFI "ARRAGANATI"

INGREDIENTI (per 3 persone)

  • 3 carciofi di Mola di Bari
  • 2 uova
  • un mazzetto di prezzemolo
  • uno spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale

PROCEDIMENTO

Pulire i carciofi, ricavarne i cuori e tagliarli prima in quarti e poi a fettine di circa 1-2 cm: sistemare le fettine in un largo tegame basso in cui avrete messo l’olio; sistemarli in un solo strato, salare, aggiungere l’aglio (tritato o intero), il prezzemolo tritato, e coprire con acqua fredda. Coprire e far cuocere per circa mezz’ora avendo cura di conservare l’acqua di cottura.
Sbattere le uova con due pizzichi di sale e versarle sui carciofi in modo che si distribuiscano uniformemente. Coprire e far cuocere per circa 5 minuti. Servire i carciofi con un po’ del loro sughetto, unitamente a qualche fetta di buon pane casereccio.

 

 

VIRTUAL TOUR

 

 

 

 

 

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IL TERRITORIO

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