LA CIPOLLA ROSSA (la cepodde)
TERRITORIO DI RIFERIMENTO
La ben nota cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è la regina della cucina mediterranea ed è inserita nel paniere dei prodotti tipici pugliesi. La qualità dei terreni di questo angolo di Puglia, ben drenati ed aerati, profondi, ricchi in potassio, con un impasto medio e tendente a limoso, è ideale per la coltivazione della cipolla, al punto che il bulbo coltivato in questi terreni, già nel corso dell'800, era apprezzato e scambiato anche su mercati extra-regionali. La cipolla, detta anche, in botanica, Allium cepa, appartiene alla famiglia delle Alliaceae ed una delle piante più diffuse. Le sue origini risalgono al 5000 a.C. in Egitto, poi la sua diffusione è passata attraverso l'antica Grecia fino ad arrivare a noi e nel continente americano con Cristoforo Colombo. Secondo alcune leggende, le cipolle erano il pasto degli operai che costruivano le piramidi ed anche degli atleti ed eroi antichi che se la spalmavano sul corpo per nutrire sangue e muscoli. La coltivazione avviene nel rispetto della tradizione antica e in modo del tutto naturale. E' seminata in settembre, all'imbrunire, e raccolta dai primi giorni di luglio sino ad agosto.
PROPRIETÀ NUTRIZIONALI
La cipolla rossa di Acquaviva è tra i prodotti biologici più famosi ed identificativi del territorio della regione Puglia. Inoltre vanta il presidio Slow Food. E’ un bulbo dal sapore particolarmente dolce, anche se mangiato a crudo. Si riconosce oltre che per il gusto fine, per la sua tipica forma piatta ed il suo colore rosso carminio che diviene bianco al suo interno. E’ un ottimo cibo terapeutico grazie alle proprietà nutritive che possiede: sali minerali e vitamine, come la C, oligoelementi come zolfo, ferro, potassio, magnesio, fluoro, calcio, manganese e fosforo. I flavonoidi hanno una funzione diuretica in grado di favorire la digestione e hanno effetti contro il cancro. Il suo succo è utilizzato contro le infezioni e per disinfettare, con tale principio nascono creme cicatrizzanti. Inoltre sono ottime per liberare le vie respiratorie e pare che aiutino la crescita dei capelli ed abbiano addirittura proprietà afrodisiache.
RICETTARIO
Numerose sono le antiche ricette (calzune de cepodd, panzerotti, focacce, cipolla cruda in insalate, sfritta con legumi, al forno e con le patate, arrostita con la carne, in umido con il polpo) sempre accompagnate da un buon vino primitivo locale.
IL CALZONE DI CIPOLLA
INGREDIENTI (per la pasta all'olio)
INGREDIENTI (per il ripieno)
PROCEDIMENTO (per la pasta all'olio)
Impastare tutti gli ingredienti con acqua tiepida, lavorando l’impasto per 10 minuti, lasciar riposare per 15 minuti in luogo caldo e stendere due sfoglie.
PROCEDIMENTO (per il ripieno)
Affettare le cipolle a rondelle e lasciare in acqua per un paio d’ore. Soffriggere olio, cipolle, peperoncino e aggiungere il sale. Quando la cipolla è quasi cotta, aggiungere i pomodorini tagliati a pezzi e le olive. Lasciar raffreddare il ripieno. Adagiare una delle sfoglie in una teglia e stendere su di essa un velo di ricotta forte. Riempire col ripieno di cipolle e chiudere con l’altra sfoglia. Bucherellare con una forchetta la sfoglia superiore e infornare a 180° per 1/2 ora circa.
IL CECE NERO (le cecèrchie)
TERRITORIO DI RIFERIMENTO
La Murgia è un altopiano carsico di forma quadrangolare collocato all’incirca nella Puglia centrale. La parte che si trova in provincia di Bari viene definita dalle persone del posto “Murgia Carsica” e si colloca a sud est di Bari. In passato questo territorio era ricco di allevamenti e di coltivazioni, vigneti, mandorleti e oliveti, che si adattavano bene al terreno roccioso e spesso privo di acqua. Oltre queste colture, destinate al commercio, i contadini piantavano legumi, cipolle, che erano alla base della loro alimentazione e che vendevano nei mercati locali: ceci e lenticchie, soprattutto, e tra i primi in particolare un cece rugoso, di colore nerissimo: il cosiddetto cece nero. Originario di Cassano delle Murge oggi questa varietà viene coltivata tra Acquaviva delle Fonti, Santeramo e Cassano. molto resistente alla avversità atmosferiche, non soffrendo né il freddo e né la siccità, a tal punto da essere irrigato con estrema rarità. Viene seminato a fine ottobre mentre la raccolta si svolge tra la fine di luglio ed agosto. Dopo la raccolta viene lasciato esiccare per essere reperibile tutto l'anno.
PROPRIETÀ NUTRIZIONALI
Il cece nero della Murgia carsica è diverso dal cece sultano comune sia nella forma che nel colore. Questo ecotipo locale ha una forma a chicco di mais, molto più piccola, con la buccia rugosa e irregolare, l'apice a forma di uncino, molto gustoso e ricchissimo di ferro e di fibre (tre volte tanto la quantità presente in un cece comune).
Grazie alla sua alta concentrazione di ferro, in passato era consigliato alle donne gravide. Data la scarsità di proteine animali nella dieta quotidiana si sopperiva infatti con le immancabili fave secche, i fagioli, i ceci bianchi ed i ceci neri, altamente proteici e nutrienti.
RICETTARIO
TUBETTI CON I CECI NERI
INGREDIENTI
PROCEDIMENTO
Tenete a bagno i ceci per 12 ore, quindi scolateli dall'acqua.
Mettete a bollire l'acqua per la pasta e nel frattempo tritate finemente il sedano, la carota e la cipolla. Tagliate a dadini la pancetta. Fate dorare nell'olio le verdure insieme alla pancetta e al rosmarino. Unite i ceci e rigirateli nel soffritto per un minuto. Coprite i ceci con acqua fredda e cuocete (Potete utilizzare una pentola a pressione per un ora). Cuocete i tubetti per 1/3 del tempo necessario e poi scolateli nella pentola con i ceci per ultimare la cottura. Impiattate i tubetti con i ceci neri completando il piatto con del rosmarino.