Numerosi sono i monumenti ecclesiastici e le architetture civili nella città di Bitritto; le chiese furono costruite tra il cinquecento e il seicento quando era dominato da figure vescovili e dal clima della Controriforma tridentina, seguirà l’istituzione di nuove chiese oltre alle visite pastorali dei vescovi Puteo e Riccardi. (cfr. Guida di Bitritto)
Una delle architetture di rilevante importanza artistico religioso è la Chiesa madre dedicata alla Madonna di Costantinopoli. La costruzione della Chiesa matrice avvenne intorno al 1530 legata alla fine dell’epidemia della peste. Il clero abbandonò la chiesa di Sant’Angelo per trasferirsi presso la nuova chiesa matrice, che assunse il doppio titolo canonico di Santa Maria di Costantinopoli e di San Michele Arcangelo. Il clima inizia a cambiare quando gli stessi cittadini riedificano le fondamenta intorno al 1774. La facciata si presenta in stile tardo barocco in pietra rustica. Il campanile ospita l’orologio pubblico e termina con una cella campanaria con all’apice la statua della Madonna. La pianta si presenta ad unica navata con botte ribassata, la cupola è divisa da otto vele rappresentanti gli angeli mentre sui pennacchi sono raffigurati gli evangelisti. L’interno della chiesa appare in stile tardo barocco con la presenza di finti marmi dipinti con pareti decorate con stucchi.
Espressione dello spirito ecclesiastico continua nella Chiesa del Purgatorio definita la Chiesa dell’Immacolata, sia per una statua dell’Immacolata posta sulla facciata, sia perché la Vergine Immacolata fa da mediatrice alle anime del Purgatorio. Fu sede della confraternita del Pio Monte Purgatorio, nello stesso luogo sorgeva la chiesa di San Giovanni. La facciata che osserviamo è stata costruita nel 1725 ed è di stile tardo barocco. Il portale d’accesso è sormontato da una nicchia absidata contenente una scultura in pietra dipinta della Vergine Immacolata. Nel registro intermedio si apre al centro un finestrone ad arco ribassato inquadrato in due lesene a più ordini, proseguimento delle inferiori che terminano con ricchi capitelli ionici affiancati da archi inflessi. La pianta rettangolare a navata unica, con un ampio presbiterio rialzato da tre gradini rispetto allo spazio assembleare. L’interno suddiviso da tre campate formate con tre grandi archi a tutto sesto ed è caratterizzato dalle cappelle laterali nelle quali sono collocati ben cinque altari in pietra con elementi decorativi e sculture.
Grande interesse suscita la piccola Chiesa di Santa Caterina in via Fioni, fondata intorno al 1588 dalla nobile famiglia Bolognese Guidotti, nel luogo dove, si racconta, abbiano trovato rifugio i profughi di Balsignano accorsi quando l’antico casale modugnese fu distrutto agli inizi del 1500. Dietro la facciata neoclassica, il piccolo edificio custodisce due sculture in pietra raffiguranti S. Giuseppe e S. Caterina, opera della seconda metà del Seicento di fattura locale.
Di grande interesse è la Chiesa rurale di San Pietro, si trova lungo la strada della via Peucetia citata da Strabone oggi in via Carlo Alberto. La data di costruzione rimane incerta la pianta dell’edificio si presenta ad unica navata a pianta rettangolare, con tetto a capanna sormontato al centro dal campanile a vela nella parte superiore si nota una croce in ferro. Il prospetto è caratterizzato da un portale d’ingresso, nella parte superiore del portale si apre un oculo circolare che contribuisce all’illuminazione dell’edificio. All’interno vi è un pavimento ed un affresco risalenti al settecento.
Infine un’altra chiesa possiamo osservarla nell’agro di Bitritto ubicata a Nord-Ovest la Chiesa di Santa Maria del Deserto, la prima notizia storica riguardante la cappella di S. Maria del Deserto risale al 1730. L'edificio, a pianta rettangolare e ad aula unica, è coperto da una volta a padiglione su peducci. Lateralmente due archi a tutto sesto delineano altrettante nicchie ricavate nello spessore delle murature. Sulla facciata a capanna, realizzata con muratura in conci di pietra calcarea scialbati a calce, si apre un portale architravato con timpano spezzato entro cui si inserisce una nicchia a tutto sesto; in alto, una essenziale finestra crociata in asse con il portale costituisce l'unica fonte di illuminazione dell'interno. La facciata si conclude con un campanile posto sul medesimo asse verticale.
Non sono tantissime le architetture civili a Bitritto, una delle più importanti è il Castello Normanno Angioino. La costruzione, in piazza Leone, è attualmente sede del Comune. Il castello baronale, costruito a pianta quadrangolare, di origine normanna, poi sviluppatosi in età sveva e angioina, conserva due torri: una quadrata e l’altra circolare. Con la sua meravigliosa loggia che sovrasta il portale principale e con le tre torri, lo splendido castello, testimone di secoli di intricata storia. È stato proprio durante i lavori di ristrutturazione che sono stati rinvenuti, sotto il cortile e le fondamenta normanne della sala castello, resti archeologici di una villa romana (I-III sec. d. C.), nello specifico di un trappeto-palmento sotterraneo con pozzi, cisterne, aree di lavorazione per la produzione dell’olio e del vino, quasi integri. Prende il posto della precedente villa romana la possente struttura del castello, che diventerà nei secoli a seguire un vero e proprio simbolo del medioevo dell’Italia meridionale, nonché importante riferimento economico. Attraverso accurati studi comparati si è giunti anche a constatare la lunga vita della fortezza, divisa in tre fasi principali tra XI e XVI secolo. Testimone di fasi e momenti alterni della storia, di lotte tra i poteri religiosi e regi, avvicendarsi di feudatari, attacchi e battaglie, il castello era in origine costituito da una struttura fortificata normanna, con tre torri a pianta quadrata, congiunte da dormitori e stalle ed era innestato nella cinta muraria dell’antico casale fortificato e presentava due ingressi per i collegamenti verso l’interno e verso l’esterno, ancora oggi esistenti.
Nel periodo svevo-angioino la fortezza assume un assetto militare-difensivo, e si arricchisce di un avancorpo interno con tanto di camminamenti pensili e scale, che uniscono le torri e le mura. L’attuale torre cilindrica fu edificata al posto della torre sud-est andata distrutta. Successivamente furono edificati all’interno della corte dei porticati con loggiato che, attraverso una grande scalinata in pietra, si collegano al piano residenziale, dove un bel salone è stato nel tempo trasformato con il passaggio dalla copertura a capriate alla elegante volta a crociera, e con raffinate colonne dagli interessanti capitelli. Fino alla fine del XIX secolo la fortezza resta al Capitolo arcivescovile, ma a seguire la struttura ospitò anche la scuola elementare e perfino un cinema. Oggi i meravigliosi ambienti impreziositi da eccellenti decorazioni e arcate ogivali e che conservano finemente secoli di storia e di culture, sono ancora animati da attiva vivacità perché sede degli uffici comunali, della biblioteca comunale, dell’aula consiliare al piano signorile, nonché siti per importanti eventi culturali. (cfr. mondi medievali, guida di Bitritto)
Sempre rimanendo nel centro urbano di Bitritto una tipica architettura è la Casa Torre collocata in Piazza Leone simbolo del potere politico e religioso, la struttura presenta diversi rimaneggiamenti nei conci e nel paramento murario le fonti datano l’edificio all’epoca tardo – romana. La costruzione che, nelle varie epoche, doveva svolgere funzioni di avvistamento, controllo, fortificazione, esazione viaria ed infine residenza nobiliare. Può considerarsi l’edificio meglio conservato nell'antico tessuto urbanistico cittadino, occupa una superficie di base alquanto ridotta, s'impone alla vista per il suo considerevole sviluppo altimetrico, articolato su quattro piani. A Nord e ad Ovest è addossata ad altre costruzioni più tarde, che ne impediscono l'esame, ma il prospetto Est (vedi foto) e quello Sud sono liberi, in quanto delimitano l'angolo dell'originaria insula abitativa