LA CARTAPESTA
TERRITORIO DI RIFERIMENTO
L’uso della carta per realizzare manufatti si perde nella notte dei tempi, risale forse al primo secolo dopo Cristo, con le prime applicazioni comparse in Cina dove si impastava la carta con il riso per inamidare l’opera e meglio modellarla.
L’arte italiana della cartapesta, invece, affonda le sue radici nel Cinquecento, periodo a cui risale la riproduzione di alcune versioni “povere” di statue a carattere sacro. L’uso della cartapesta per uso liturgico si diffonde anche nel Salento, specie per formare mani, piedi e testa delle statue, in modo da renderle facilmente trasportabili nelle nobili case palazzate.
Nel territorio del GAL Sud-Est Barese, in particolare a Casamassima, la cartapesta arriva grazie ai molti nobili napoletani che vi si trasferiscono alla fine dell’800. La lavorazione e costruzione di grandi manufatti allegorici è stata perpetuata da maestri cartapestai casamassimesi per coronare il periodo carnecialesco. Durante il periodo fascista tali manufatti venivano portati in parata al Carnevale di Putignano dove sfilavano spesso riscuotendo maggior successo dei carri putignanesi.
Dal 1977 si svolge la manifestazione carnevalesca della ‘Pentolaccia Casamassimese’ con sfilata di gruppi mascherati e grandi carri allegorici, espressione dell'operosità, della fantasia e della bravura dei cartapestai locali e dei pittori. Da oltre dieci anni invece si svolge nel periodo natalizio un’importante mostra-concorso di presepi in cartapesta a cui partecipano maestri dell’intera penisola.
MATERIALI
Il nome deriva dall’atto materiale di pestare la carta che viene ridotta in poltiglia, bagnata e lasciata a macerare lontana dal sole diretto, per poi essere essiccata e pestata in mortai. Usando della farina impastata con acqua in ebollizione si ottiene una colla, detta colla di farina, che non può essere intaccata dalle larve e non viene mangiata dai topi come i normali farinacei.
La poltiglia di carta pestata ottenuta è di colore grigio a prescindere dal colore originario e viene impastata con la colla e modellata dando la forma abbozzata dell’opera da realizzare.
Una volta essiccata, la carta si modella scolpendo e livellando fino all’ottenimento dell’opera desiderata che sarà in seguito minuziosamente dipinta.
TECNICHE DI LAVORAZIONE
Gli oggetti ottenuti sono resistenti, hanno durata illimitata e possono essere decorati in diversi modi.
Due sono le tecniche principali di lavorazione della cartapesta: strisce di carta bagnate strizzate e cosparse di colla di farina vengono disposte a strati su una forma (scheletro) in ferro, oppure si modella direttamente la pasta di carta, ossia il miscuglio di minuti pezzi di carta macerata in acqua e mescolata alla colla. Si può realizzare un oggetto scegliendo una delle due tecniche oppure applicandole entrambe, come avviene a Casamassima. Abbozzato l’oggetto con la cartapesta a strati si utilizza quella in pasta per completarlo con i particolari in rilievo. Si può usare ogni tipo di carta purché non patinata.
LA PIETRA
TERRITORIO DI RIFERIMENTO
Il territorio della Murgia, termine che significa roccia affiorante, è ricco di pietra scavata dall’acqua, terra strappata alla pietra calcarea. Il territorio del GAL Sud Est Barese è caratterizzato dalla presenza di lame, siti archeologici e grotte. Le lame costituiscono in genere dei micro ambienti molto favorevoli all'antropizzazione, per la presenza di acqua, di terreni particolarmente fertili, di un microclima temperato e perché costituiscono vie di comunicazione naturali. La Lama Giotta, solco erosivo più meridionale tra quelli che partendo dalla Murgia confluiscono verso il centro urbano di Bari, presenta il suo tratto più interessante, e maggiormente inciso, nel territorio del Comune di Noicattaro, dopo aver attraversato l’area dei Comuni di Turi e Rutigliano, territorio a sua volta attraversato dalla lama di Mosca (tratto iniziale di lama Giotta), a nord del centro abitato, e lama dell'Annunziata, a sud del centro urbano, importanti connessioni ecologiche tra le aree interne e la costa. Le due lame costituiscono le uniche aree relitte dell’originario paesaggio naturale dell’area. Fra i siti archeologici: l'antica città di Azetium, unica area, sita nel comune di Rutigliano, in cui è riscontrabile un insediamento ininterrotto dal Bronzo Finale, per tutta l'età antica, fino all'alto Medioevo e l’area di Curtomartino, giacimento archeologico risalente al Paleolitico sito nel territorio di Acquaviva delle Fonti, che costituisce un caso assolutamente unico in questo territorio e nella Murgia in generale.
MATERIALI
La pietra calcarea caratterizza il territorio del GAL Sud Est Barese e del territorio pugliese in generale. Pietra antica che conserva la sua autenticità e che grazie alla sua storia e alla sua nobile conservazione risulta essere un materiale unico, utile ed affascinante grazie all'emozione che trasmette di ritornare al passato ed immortalare la storia. I banchi calcarei superficiali della pietra, più morbidi, sono utilizzati per l'estrazione di pietra da utilizzare per realizzare sculture e decorazioni.
TECNICHE DI LAVORAZIONE
Le mani sapienti degli artigiani con uno scalpellino trasformano la pietra in opere d’arte che caratterizzano l’artigianato artistico tipico del territorio del GAL Sud Est Barese.
Negli ultimi anni si è assistito ad un ritorno d’interesse alla lavorazione di questo materiale, sia per l’architettura che per gli oggetti di artigianato. La lavorazione avviene ancora quasi interamente a mano con metodologie tramandate da generazioni, con l'utilizzo di vecchi arnesi di lavorazione quali scalpello, sega, pialla e raspa, lasciando all'abilità dell'esperto artigiano e alla sua creatività, l'elaborazione di oggetti unici nel suo genere, dai portacenere ai tavolini, fino alle sculture.