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COMUNE DI POLIGNANO A MARE

 

polignano a mareSituato lungo la fascia costiera a sud di Mola di Bari questo paese ha una storia molto antica. Le prime tracce umane, risalenti al periodo del neolitico, sono collocate tra la frazione di Santa Barbara (VI-V millennio a.c.) e nell'ipogeo Manfredi (IV millenio a.c.). Grazie alla sua posizione geografica ed agli approdi naturali diviene fin dall'età del bronzo uno scalo portuale di estremo interesse. Con l'arrivo dei Lapigi nel II millennio gli abitanti dei villaggi iniziano a trasferirsi nella zona attualmente coperta dal centro storico. Durante l'età del ferro, quando la Terra di Bari diviene la Peucezia, Polignano rafforza la sua vocazione commerciale, diventando luogo di transito per commerci con mercanti corinzi ed attici.

 

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polignano a mare

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Situato lungo la fascia costiera a sud di Mola di Bari questo paese ha una storia molto antica. Le prime tracce umane, risalenti al periodo del neolitico, sono collocate tra la frazione di Santa Barbara (VI-V millennio a.c.) e nell'ipogeo Manfredi (IV millenio a.c.). Grazie alla sua posizione geografica ed agli approdi naturali diviene fin dall'età del bronzo uno scalo portuale di estremo interesse. Con l'arrivo dei Lapigi nel II millennio gli abitanti dei villaggi iniziano a trasferirsi nella zona attualmente coperta dal centro storico. Durante l'età del ferro, quando la Terra di Bari diviene la Peucezia, Polignano rafforza la sua vocazione commerciale, diventando luogo di transito per commerci con mercanti corinzi ed attici. Nel III secolo a.c. la zona di Polignano diviene importante luogo di scambio grazie alla vicina potenza di Taranto. Traffici che proseguono anche in epoca Romana grazie alla sua collocazione geografica in corrispondenza della Via Traiana che collegava Roma a Brindisi. Durante l'impero Bizantino del VI secolo e successivamente con l'arrivo dei Normanni che dominarono il paese fino al 1194, Polignano aumentò il suo ruolo nell'area e la sua vocazione mercantile. Molti antichi mercanti veneziani e uomini d'affari elessero questo paese come dimora. Per circa vent'anni nel XVI secolo Polignano rientrerà proprio sotto le influenze del dominio veneziano. E' in questo periodo che si deve la costrizione del palazzo del Doge, oggi ancora presente nel centro storico. La dominazione Aragonese invece permise al centro abitato di dotarsi di opere di difesa militare mentre le attività commerciali proliferarono anche grazie all'influenza veneziana. L'attuale denominazione è invece molto più recente. Nel 1863, su delibera firmata da Vittorio Emanuele, si autorizza il paese ad assumere la denominazione di Polignano a Mare. Nel corso degli ultimi secoli, dopo l'Unità d'Italia, Polignano a Mare accrebbe le sue potenzialità come centro agricolo ed artigianale. Oggi è un centro riconosciuto in Italia ed all'estero come città natale del cantante Domenico Modugno. Ha trasformato la sua vocazione nel corso degli ultimi decenni, divenendo sempre più polo turistico.

 

Tra le principali architetture di Polignano a Mare rientrano a pieno titolo quelle religiose con la Chiesa Matrice intitolata a Santa Maria Assunta. La Chiesa, affacciata sulla piccola piazza Vittorio Emanuele, cuore del centro storico, fu cattedrale fino al 1818, quando la piccola diocesi di Polignano fu aggregata a quella di Monopoli. All'interno sono custodite alcune opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo, e l'importante Polittico della Madonna con Bambino e Santi, del XV secolo su tavola dorata di Bartolomeo Vivarini oltre ad una moltitudine di altre piccole opere ed a preziosi paramenti sacri.

Un’altra architettura di notevole pregio è l’Abbazia di San Vito, di fondazione benedettina, progettata nel X secolo. Dal XVI secolo l'abbazia fu la dimora dei frati minori conventuali dei SS. Apostoli e nel 1785 diventò del Regio Demanio. Nel 1866 lo Stato ha venduto l'abbazia ai marchesi La Greca, tutt'oggi ancora interamente proprietari, mentre la chiesa è di proprietà del Fondo di Edifici di Culto del Ministero degli Interni è data in concessione alla Chiesa Matrice Santa Maria Assunta dove la domenica effettua la messa.

Di notevole importanza anche il sito archeologico di Santa Barbara. L'insediamento neolitico presente in contrada San Barbara dista circa 2 km dal centro abitato a circa 60 metri d'altitudine. Nel sito archeologico, scoperto negli anni settanta, è presente una grotta carsica denominata di Sancta Barbara. La grotta possiede uno sviluppo planimetrico di 420 metri e una profondità di 15 metri, l'attuale imbocco (un pozzo di circa 3 metri) si è formato improvvisamente a causa del collasso di alcuni strati calcarei. Le ricerche hanno stabilito la frequentazione umana attorno al IV millennio A.C.

Tra gli altri luoghi di interesse artistico l'Arco Marchesale, conosciuto anche come Porta Grande, una cinta muraria effettuata nel 1530 e poi diventata nel 1780 unica via di accesso al paese. Sulla volta a botte dell'arco Marchesale è visibile una tela rappresentante la crocifissione di Cristo risalente alla fine del cinquecento ma di cui non si conosce l'autore. L'arco Marchesale è sormontato da una chiesetta, costruita verso la metà del ‘500 e dedicata alla Madonna. In seguito all'ammodernamento settecentesco la chiesa prese il nome della Confraternita di S. Giuseppe. Oggi l'arco Marchesale divide il borgo nuovo da quello antico, offrendo al visitatore una porta aperta al cuore del centro medievale di Polignano con tutte le bellezze ancora custodite.

Oggi Polignano a Mare ospita anche la fondazione ed il Museo d'Arte Contemporeanea dedicato all'opera di Pino Pascali. L’attuale sede è un ex Mattatoio comunale restaurato, a strapiombo sul mare, la casa sul mare che Pascali tanto desiderava. L’attività della Fondazione muove i suoi passi dalla figura di Pino Pascali, uno dei più importanti esponenti dell’Arte italiana e internazionale durante gli Anni Sessanta, scomparso a soli 33 anni a Roma, punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo dell’attività espositiva del museo. Oltre a un consistente numero di opere di Pino Pascali, la Fondazione espone le opere degli artisti pugliesi più significativi e le opere degli artisti vincitori del Premio Pino Pascali. La collezione permanente e le mostre temporanee restituiscono al pubblico un’offerta culturale in linea con gli standard museali più apprezzati al mondo, tanto da veder assegnato, nel 2013, il Primo Premio come Miglior Fondazione d’Arte Contemporanea d’Italia.

 

Di notevole interesse naturalistico è l’alta scogliera a tratti frastagliata, sulla quale hanno sbocco numerose lame. Una di queste, Lama Monachile, è la profonda insenatura immediatamente a ovest del centro storico, così chiamata perché in passato vi si è attestata la presenza della foca monaca. Lungo la costa sono numerose le grotte marine fra cui la Grotta delle Rondinelle.

Dal 2008, Polignano a Mare ha sempre ricevuto la Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla Foundation for Environmental Education alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto in relazione a parametri quali la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.

 

Tra i prodotti tipici ricordiamo la carota di Polignano (detta anche "carota giallo-viola di Polignano" oppure "carota di San Vito") rappresenta un ecotipo della carota. La sua coltivazione è effettuata in un'area piuttosto ristretta, compresa fra 10 e 20 ettari, in prossimità di Polignano a Mare principalmente nella frazione di San Vito. Ha ottenuto il riconoscimento dei presidi Slow Food in quanto esempio di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali.

 



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