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COMUNE DI BITRITTO

 

bitrittoPiccolo centro situato nella conca di Bari, sulle ultime propaggini della Murgia barese, a meno di 10 km dal capoluogo, Bitritto è chiamato il paese dei “nocellai”, vale a dire il paese della gente che conduce una vita semplice, espressione di un’economia prevalentemente legata alla terra. Le prime comunità umane residenti nella zona dell’attuale Bitritto dovevano essere presenti in ipogei carsici, successivamente trincerati e poi agglomerati in villaggi (vici), corrispondenti alle antiche contrade oggi denominate San Marco, San Giovanni, Randa; villaggi di età greco - peuceta di cui esistono testimonianze archeologiche.

 

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bitritto

Piazza Leone 14
  70020 Bitritto (BA)

Tel. (+39) 080 385 8111

PEC

  : sito ufficiale

INFO POINT

Piazza Leone 15
70020 Bitritto (BA)

: 11.00 - 13.00 / 15.00 - 17.00

 

  

Piccolo centro situato nella conca di Bari, sulle ultime propaggini della Murgia barese, a meno di 10 km dal capoluogo, Bitritto è chiamato il paese dei “nocellai”, vale a dire il paese della gente che conduce una vita semplice, espressione di un’economia prevalentemente legata alla terra.

Le prime comunità umane residenti nella zona dell’attuale Bitritto dovevano essere presenti in ipogei carsici, successivamente trincerati e poi agglomerati in villaggi (vici), corrispondenti alle antiche contrade oggi denominate San Marco, San Giovanni, Randa; villaggi di età greco - peuceta di cui esistono testimonianze archeologiche.

In età romana, poi, sorse una "villa" nella zona corrispondente all’attuale castello: ci sono infatti chiare tracce dell’esistenza di torchi, vasche per la lavorazione e contenitori per olio e vino sotto l’ala nord-est del castello. Successivamente alla caduta dell’impero romano e alla guerra greco-gotica, sorgono insediamenti longobardi. Nel periodo bizantino, Bitritto si espande poi, con le caratteristiche di un villaggio (chorion) nella zona a sud dell’antico pagus del Pendìo, con reticoli viari di ascendenza sia araba che bizantina. In epoca normanna, Bitritto ha nuovamente cambiato fisionomia: è ora un centro fortificato, cinto da solide mura, all’estremità delle quali, sul sito della precedente villa romana forse demolita o andata distrutta, è stato edificato un poderoso castello.

Nel Cinquecento e nel Seicento il paese appare dominato dalle figure vescovili e dal clima della Controriforma tridentina: all’erezione della Chiesa Matrice, dedicata alla Madonna di Costantinopoli e legata alla fine dell’epidemia di peste, seguono l’istituzione di confraternite laicali e la costruzione di nuove chiese, oltre alle visite pastorali dei vescovi Puteo e Riccardi.

Alla fine del Settecento, come accade d’altra parte in tutto il Regno di Napoli, la presenza laica diventa in effetti emergente ed inizia ad acquisire un’importanza, sia economica che politica, sconosciuta in passato. Ma nel caso di Bitritto la nuova classe sociale borghese si scontra con il potere feudale vescovile, per cui il Comune (chiamato all’epoca Università) si pone per la prima volta come soggetto autonomo nei confronti della Mensa Arcivescovile di Bari.

La sistemazione delle strade e dell’urbanistica fu in effetti una delle principali preoccupazioni dell’amministrazione comunale nel periodo post-unitario, che vede una notevole espansione del centro abitato.

La ricostruzione vera e propria avviene poi dagli anni Sessanta e Settanta del 900, attraverso un processo di trasformazione che si accentua con gli anni Ottanta e Novanta e che arriva fino ai nostri giorni, e vede da una parte una notevole crescita democratica, politica, sociale della cittadinanza, dall’altra un incalzante e diffuso benessere economico, un aumento demografico ed una consequenziale e rapida espansione urbanistica, che colloca ormai Bitritto all’interno della più vasta area metropolitana.

 

Il cuore della graziosa Bitritto è piazza Leone, con l’imponente Castello Baronale Normanno-Svevo oggi sede del Comune. Il maniero domina la piazza, impreziosito da pozzi medievali, tre torri e una magnifica loggia, ed è il punto di partenza per esplorare il centro storico.

L’imponente fortezza di origine duecentesca, ha una massiccia struttura in muratura, impreziosita da torri e fortificazioni, che ne rivelano l’originario natura di baluardo difensivo della città. Ornato da balconi e splendide logge arricchite dalle trifore, è il simbolo della città e, tra le mura e i camminamenti antichi, risuona ancora l’eco degli assedi e delle battaglie di un tempo. Recenti restauri hanno riportato in luce i resti di numerosi pozzi, edificati prima dell’anno 1000.

Tra i vicoli dell’abitato, spiccano inoltre la Torre Civica e la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, che custodisce all’interno una preziosa tavola di un anonimo pittore romagnolo del XV-XVI secolo, con una rappresentazione di San Sebastiano.

 

  1. Olio Terra di Bari DOP
    È l’olio più prodotto della Puglia, il Terra di Bari DOP. Di antichissima tradizione, l’olio extravergine di oliva prodotto nel barese prevede tre menzioni geografiche aggiuntive: Castel del Monte, Bitonto, Murgia dei Trulli e delle Grotte. È un olio fresco e dal sapore fruttato che si ottiene da olive Coratina, Cima di Bitonto, Cima di Mola e Ogliarola, con un lieve retrogusto amarognolo e piccante. Di colore dal verde-giallo al verde con riflessi dorati e ricco di antiossidanti, l’olio Terra di Bari è consigliato soprattutto su grigliate di pesce, insalate, verdure bollite, legumi e primi piatti leggeri.

  2. Oliva Termite
    L’Oliva Termite di Bitetto è un’oliva da mensa molto diffusa nel Barese, inclusa Bitritto. Conosciuta anche come oliva-mela e apprezzata per le sue particolari caratteristiche organolettiche quali il sapore, la fragranza e la polpa consistente, si fregia del marchio di tutela DOP.
    Grande nelle dimensioni e di forma tondeggiante, l’Oliva Termite di Bitetto ha un colore da verde a violaceo nero. Si raccoglie manualmente non ancora matura e va avviata entro 48 ore alla lavorazione in salamoia e alla conservazione con sale, aceto, olio extra vergine di oliva, spezie, erbe ed estratti naturali. Ideali per accompagnare l’aperitivo le olive sono versatili in cucina nella preparazione di focacce, panzerotti, condimenti per primi piatti e secondi a base di pesce.

 



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